A chi appartiene lo spazio per le gambe tra due sedili di un aereo? Per la precisione, chi è il titolare di quello spazio di circa 10 centimetri per le gambe in cui il passeggero davanti potrebbe anche volere reclinare il proprio sedile?

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Cosa dice il senso comune?

Il concetto comunemente accettato è che questo spazio è di proprietà del passeggero che ci siede davanti. Questo passeggero, infatti, ha pagato il biglietto per potersi sedere su un sedile reclinabile: se decide di non reclinare il sedile è solo per un semplice gesto di magnanimità verso il passeggero che gli siede dietro.

Inevitabilmente, però, ovunque ci sono dei confini possono sorgere delle dispute.

Il passeggero dietro potrebbe, infatti, decidere di puntare le ginocchia contro il sedile, oppure aggrapparsi scuotendolo, facendo sudare non poco il possesso territoriale di questi 10 centimetri e inscenando una vera e propria guerra per il possesso del territorio.

Lo studio

Due professori di legge, Christopher Buccafusco e Christopher Jon Sprigman, hanno ideato uno studio per scoprire fino a quando il piacere di reclinare il sedile è maggiore della sofferenza provata dalla persona seduta dietro.

Il modo più ovvio di determinare la proporzione tra piacere e sofferenza è stato quello buttarla sul denaro. In un questionario on line è stato chiesto a dei viaggiatori di immaginarsi su un volo di 6 ore tra New York e Los Angeles e di rispondere alla seguente domanda: quanto sarebbero stati disposti a pagare in più del prezzo del biglietto per avere il diritto di reclinare completamente il sedile.

Queste risposte sono state confrontate con la domanda, rivolta ad altrettanti viaggiatori, su quanto sarebbero disposti a pagare per impedire alla persona seduta davanti di reclinare il proprio sedile.

I risultati dello studio

I passeggeri che potevano reclinare il sedile, in media, hanno chiesto 41 Dollari per lasciare il sedile in posizione verticale. I passeggeri dietro, invece, si sono resi disponibili a pagare solo 18 Dollari per impedire che il sedile davanti si potesse reclinare. Questi 10 centimetri cambierebbero proprietà solo nel 21% dei casi.

Il risultato dello studio suggerisce quindi che, tutto sommato, c’è equilibrio sui diritti di questi 10 centimetri: è corretto pensare che questo spazio sia di proprietà della persona che ci sta di fronte.

Diritti acquisiti

Se si rigira lo status quo e la domanda, ovvero che i viaggiatori non hanno un diritto acquisito di reclinare il sedile bensì lo devono negoziare con chi gli sta dietro, il risultato cambia.

Adesso chi può reclinare il sedile è disposto a pagare solo 12 Dollari per poterlo fare, mentre chi si siede dietro non è disposto a vendere il suo spazio per meno di 39 Dollari. I 10 centimetri di spazio passerebbero di proprietà, in questo caso, solo nel 28% dei casi, e stiamo parlando dello stesso diritto che nella domanda precedente era stato valutato così alto dalle stesse persone.

Questi diversi comportamenti si spiegano semplicemente con il fatto che le persone non amano perdere le cose che hanno.

Quando una cosa viene fornita come predefinita, per quanto questa possa essere futile e banale, le persone non sono mai troppo predisposte a rinunciarci.

Di conseguenza la minima quantità di denaro che le persone sono disposte ad accettare per lasciare qualcosa che hanno è di solito molto maggiore di quanto sarebbero disposte a pagare per avere quella cosa.

Tornando alla proprietà dei 10 centimetri di spazio tra i sedili di un aereo, forse la cosa migliore da fare per le compagnie aeree sarebbe quella di installare solo sedili che non si possono reclinare.