Con la paura attentati terroristici cambia il modo di viaggiare e cambiano soprattutto le destinazioni. Tornano in auge il Nord Europa e l’Estremo Oriente.

Islanda, Geyser

Islanda, Geyser

Più Nord Europa e Asia, meno Mar Rosso

La paura per nuovi e sempre più frequenti attentati terroristici sta influenzando, come era ovvio, anche la scelta delle destinazioni delle vacanze 2016. Oltre a privilegiare mete nazionali, i vacanzieri si stanno dirigendo più verso Islanda, Giappone, Colombia e Mongolia, mentre stanno sempre più disdegnando mete tradizionali come Turchia, Tunisia e Mar Rosso.

Cambia, quindi, il concetto di vacanza associato ad alcune mete tradizionalmente protagoniste delle prenotazioni estive.

Oggi, le destinazioni ideali per vacanze all’estero non sono più le classiche sul Mar Rosso o Nord Africa. Oggi. Le destinazioni favorite per le vacanze all’estero sono Giappone, Islanda, Vietnam, Nord Europa, Australia. Si tratta di destinazioni non certo alla portata di tutti, anche perchè molto più distanti geograficamente ma proprio per questo molto distanti anche dalla paura del terrorismo.

Quali mete per le vacanze 2016?

Il boom maggiore in fatto di presenze sembra registrarlo l’Islanda: con un +29% rispetto il 2015. Sarà forse merito anche dei recenti successi nel Campionato Europeo di calcio.

Anche Copenaghen, grazie alla sua crescente attenzione per la mobilità sostenibile e un’architettura sempre più green, continua ad attirare sempre più turisti incuriositi.

Durante tutto il corso del 2016 sino ad oggi il Giappone è stato protagonista delle prenotazioni dei vacanzieri di tutto l’anno. La paura attentati nel resto del mondo ha fatto da contraltare ai prezzi non proprio accessibili a tutti.

Ma questa estate 2016 sembra quella che vede protagonista la Namibia, forse anche grazie al cambio favorevole della sua moneta.

Anche destinazioni in Sud America come Colombia, Perù ed Ecuador (relativamente nuove alla ribalta), Brasile (grazie alle Olimpiadi di Rio de Janeiro) e Cuba (un paese in forte cambiamento dopo la fine dell’embargo) hanno visto una spinta verso l’alto delle prenotazioni.

E poi c’è l’Asia che dopo anni di calo finalmente sta vivendo un’inversione di tendenza con picchi di prenotazioni verso Cina, Malesia e Mongolia.