Si chiama dynamic pricing ed una tecnica usata spesso sui siti web delle agenzie viaggio quando si effettua la prenotazione delle vacanze online.

Dynamic pricing

Cosa è il dynamic pricing?

In pratica potrebbe succedervi questo. State cercando online la vostra prossima vacanza? E la state cercando continuando ad aggiornare disponibilità e prezzi delle offerte che avete trovate sul sito di una particolare agenzia viaggio?

Ecco, non fatelo!

Praticamente state dimostrando grande interesse per il prodotto e quindi, per una banalissima regola di mercato, l’agenzia viaggio online avrà tutto l’interesse a modificare (quasi certamente alzandolo) il prezzo, essendo sicura che prima o poi voi lo comprerete.

Tutta colpa dei cookie

Questo accade perché state comunicando all’agenzia viaggio che siete fortemente interessati a quel pacchetto vacanze, a quel volo in particolare o a quell’hotel. Questo l’agenzia viaggio lo sa grazie ai cookie.

Si tratta di un gettone identificativo usato dal vostro server internet per riconoscere i browser durante la navigazione web. Questo modo di riconoscervi in realtà immagazzina informazioni utili alla vostra sessione di navigazione, come le preferenze grafiche o linguistiche dei siti web che visitate o i vostri dati di login a quel particolare sito.

Tutte queste informazioni sulla tracciatura della navigazione dell’utente sono molto utili a fini statistici o pubblicitari, appunto.

Se l’intento è pubblicitario, allora potreste vedervi riproposta l’offerta turistica che stavate consultando sul sito dell’agenzia viaggio anche su un altro sito con cui apparente non ci sono relazioni (per esempio su un sito di notizie). Si chiama retargeting.

Se l’intento della raccolta dei cookie è invece statistico… forse è peggio e dietro la loro raccolta potrebbero nascondersi dei rincari che vanno di pari passo con l’interesse dell’utente.

Come difendersi dal dynamic pricing?

C’è da dire che il dynamic pricing non è una pratica obbligatoria e non tutti i siti delle agenzie viaggio la applicano.

In ogni caso, è meglio sapersi difendersi. Inoltre, anche la UE si è pronunciata contro questa pratica ritenendola sleale e contro un corretto rispetto della privacy di ognuno.

La migliore difesa, dunque, è fare appello alla privacy e alla riservatezza dei propri dati utilizzando, per esempio, una navigazione anonima con il browser o cancellando spesso i dati della cronologia e dei cookie.

L’altra vera doppia arma a disposizione dei viaggiatori è quella di usare un motore di ricerca (come VolareWeekend, per esempio). Da un lato i cookie dell’utente non vengono passati al sito dell’agenzia viaggio perché filtrati direttamente dal motore, dall’altro è possibile confrontare in un solo click migliaia di offerte di diverse agenzie.