È Singapore la città più costosa al mondo nel 2014 secondo il rapporto annuale stilato dall’Economist Intelligence Unit.

Singapore scalza così dal primo posto dell’anno scorso Tokyo, che quest’anno scende alla nona posizione di questa speciale classifica. L’agenzia di ricerche del settimanale britannico Economist ha rilevato che a Singapore i mezzi di trasporto costano il triplo che a New York e fare shopping costa qui più che in ogni altra città al mondo. Inoltre, essendo una piccola città-stato, priva di qualsiasi risorsa naturale, dipende integralmente dall’estero per quanto riguarda acqua ed energia: altre due voci di costo molto alte qui.

A causa anche di questi prezzi altissimi, Singapore è la città con il maggior divario tra ricchi e poveri al mondo.

Pensare che Singapore ha avuto un’ascesa vertiginosa: solo fino a dieci anni fa era diciottesima in classifica. Hanno contribuito alla sua rincorsa alla prima posizione certamente fattori positivi come una valuta forte e un’economia in crescita trainata da servizi finanziari, ma anche fattori negativi per la qualità della vita come il rialzo dei prezzi energetici, le tasse e i costi di scuole, sanità e trasporti.

Al secondo posto si piazza Parigi, seguita nella top ten da Oslo, Zurigo, Sydney, Caracas, Ginevra, Melbourne, Tokyo e Copenaghen.

Dall’altro capo della classifica, le città meno costose al mondo sono due indiane, Mumbai e New Delhi, che nonostante la crescita economica rimangono ancora molto convenienti grazie a sussidi statali e approvvigionamenti dalle campagne circostanti.

La classifica tratta dal rapporto dell’Economist considera 131 città e si basa su parametri come la valuta, l’inflazione e il costo di vita calcolato confrontando 400 prezzi di 160 prodotti e servizi, tra cui cibo, bevande, abbigliamento, accessori per la casa e articoli per la cura personale, affitti, trasporti, bollette, scuole private, aiuto domestico e divertimenti.