Probabile giro di vite del sindaco contro i coffee shop di Amsterdam: a seguito di un’ordinanza un terzo dei locali potrebbe venire chiuso.

È questa purtroppo la direzione che sta intraprendendo il sindaco della capitale olandese Eberhard van der Laan. Purtroppo perchè si temono pesanti conseguenze dal punto di vista del turismo.

Come ha funzionato sinora – In alcuni locali autorizzati d’Olanda e di Amsterdam, nati da una legge del 1976 sugli stupefacenti e chiamati coffee shop, è consentito il consumo di droghe leggere (marijuana o hashish) entro i 5 grammi. Questa legge, insieme a quella sulla legalizzazione della prostituzione, hanno reso l’Olanda, e Amsterdam in particolare, icone di uno spirito particolarmente liberale che le ha rese mete molto ambite dal turismo giovanile mondiale, e non solo di quello legato al consumo libero di stupefacenti.

Per dare un’idea del fenomeno, lo scorso anno l’Olanda ha avuto circa 13 milioni di visitatori, di cui almeno il 20% ha visitato almeno una volta un coffee shop. Solo ad Amsterdam sono circa 200 i negozi di questo tipo, oltretutto l’indotto che gira intorno a un turismo di questo tipo: ospitalità alberghiera, ristoranti e negozi specializzati (smart shop).

Cosa cambia – Una sentenza della Corte distrettuale della città di Amsterdam dei giorni scorsi pare dia ragione al sindaco Eberhard van der Laan che si era lamentato del degrado in cui stava precipitando la città, secondo lui, a causa proprio dei coffee shop e della vendita delle droghe leggere. Gli avventori di questi locali, turisti e residenti, in uno stato mentale alterato sarebbero i protagonisti del degrado.

In particolare, il sindaco sembra abbia avuto carta bianca soprattutto nel quartiere a luci rosse: affollato in qualsiasi giorno e a qualsiasi ora da migliaia di persone.

In totale, in tutta la città, sono ora a rischio chiusura ben un terzo di tutti i coffee shop.

Non è la prima volta che si parla di giro di viste su questi locali e sulla vendita di droghe leggere in Olanda. Già nel 2009 era stata emanata (come in tutta Europa) una legge contro il fumo nei locali pubblici, in seguito applicata al solo tabacco, poi era stata la volta del divieto d’ingresso per i non residenti.

Non tutti sono d’accordo, preoccupati soprattutto per le mancate entrate turistiche che verrebbero a mancare alla città, ora però il sindaco sembra fare sul serio…