Scatta l’allarme delle autorità danesi secondo cui gli occupanti di Christiania starebbero usando dei droni per spiare la polizia ed evitare controlli.

Gli occupanti del celebre quartiere di Copenaghen, area occupata e libera fin dal 1971, rigettano le accuse dicendo che non si tratterebbe di droni ma solo di giocattoli usati con nessun altro intento se non quello ludico.

Il caso – Secondo alcune fonti vicine alla polizia, la settimana scorsa gli abitanti del quartiere di Copenaghen famoso per la vendita e il consumo libero di droghe leggere avrebbero impiegato dei droni (piccoli aerei senza pilota telecomandati a distanza) per spiare i movimenti della polizia che si stava preparando a un’irruzione nei confini del quartiere e dare l’allarme.

La notizia non è una novità. Già in dicembre alcuni abitanti erano stati arrestati perché accusati di aver prima spiato alcune pattuglie della polizia con dei droni, e poi di aver sottratto non ben meglio noti equipaggiamenti in dote ai poliziotti.

La smentita - Dal quartiere occupato di Christiania arrivano però solo smentite e gli abitanti si difendono non negando l’uso di questi piccoli aerei, bensì definendoli solo dei semplici giocattoli, seppur dotati effettivamente di telecamere.

Fatto sta che questo è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi non ben meglio chiari che si stanno verificando tra gli occupanti di questa piccola comunità e le forze dell’ordine della capitale danese. Segno forse che ormai gli eccessi di questa comunità, nata negli anni ’70 da un gruppo di hippy in una zona di cantieri navali, stanno iniziando a stancare le autorità locali e forse anche i cittadini dei dintorni.