Evento storico per gli aeroporti low cost, per la prima volta nella storia superano un aeroporto “tradizionale” in quanto a traffico.

A farne le spese è quello di Milano Linate, ora terzo aeroporto italiano dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa, che sta venendo scavalcato da un aeroporto low cost.

Una volta lo scalo di Bergamo-Orio al Serio (ma il suo vero nome è Caravaggio) era poco più che uno scalo satellite di quelli di Milano: veniva usato più che altro per dirottare i voli in arrivo a Milano in caso scarsa di visibilità.

Ora, grazie soprattutto alle compagnie aeree low cost (Ryanair in primis) che lo hanno scelto, lo scalo bergamasco ha visto incrementare negli anni in modo esponenziale il traffico di passeggeri.

Compagnie aeree low cost come Ryanair, Wizzair, Pegasus Airlines, Blue Air, Air Arabia Maroc e Blu Express ne stanno decretando il successo grazie all’offerta di voli economici in grado di movimentare passeggeri verso oltre 104 destinazioni (di cui solo 14 nazionali) e 33 paesi. Non solo, anche la sua vicinanza a importanti città del Nord Italia, come Milano, Bergamo, Brescia e Verona ha giocato un ruolo fondamentale nella sua espansione.

Non solo vacanzieri giovani e squattrinati tra i passeggeri. Grazie alla copertura dei voli è sempre più in crescita anche il traffico di chi viaggia per business verso destinazioni relativamente vicine all’Italia: Londra, Berlino, Francoforte, Parigi, per esempio.

Il tutto in controtendenza con altri più blasonati aeroporti italiani: il traffico è in crescita e il bilancio pure, e così anche gli investimenti per ingradire la pista e l’area partenze.

Insomma, sembra quasi un paradosso, ma un aeroporto low cost non è detto che non possa generare grandi profitti, e lo scalo di Bergamo-Orio al Serio ne è la dimostrazione.