Michael O’Leary

In un’intervista a tutto campo il ceo di Ryanair Michael O’Leary si confessa e dice la sua su sindacati, tasse e politica sui bagagli.

Lo spunto per discutere di sindacati gli arriva dall’attuale situazione di Alitalia. Secondo O’Leary una delle cause del fallimento della compagnia aerea di bandiera risiederebbe proprio nello strapotere che i sindacati avrebbero al suo interno. Oltre che da una politica dissennata, ovviamente, che porta Alitalia a mantenere rotte con pochissimi passeggeri e a prezzi altissimi.

Il contrario, insomma, di quello che fa Ryanair. Si punta solo su tratte gettonatissime su cui poter lanciare una politica low cost. E nessun sindacato in azienda. Ryanair “vanta” un solo sciopero in trent’anni e la posizione di O’Leary nei confronti dei sindacati è molto netta e dura: sarebbero una delle cause del fallimento di Alitalia, e secondo lui sarebbero anche dietro a un falso rapporto sul poco carburante con cui volerebbero gli aerei della compagnia low cost.

Su Alitalia, aggiunge infine O’Leary, Ryanair sarebbe già pronta a rilevarne le rotte e gli slot negli aeroporti italiani.

Per quanto riguarda la situazione economica del colosso delle compagnie aeree low cost, il ceo di Ryanair non si dice affatto preoccupato del profit warning rilevato qualche tempo fa da alcuni analisti finanziari. Secondo O’Leary il mito low cost non è ancora tramontato e ha già pronta una strategia alternativa, sempre a prezzi bassissimi, per rilanciare i ricavi.

E sulla questione tasse da pagare non ha dubbi: Ryanair le paga in Irlanda come previsto dalla legge europea. Se è pur vero che le tasse qui sono basse, lo stesso non si può dire per i contributi ai lavoratori. Ci sono però alcuni paesi europei, Francia e Italia in testa, in cui Ryanair impiega personale che non sono d’accordo e vorrebbero vedersi riconoscere parte di queste tasse.

Anche sulla questione incentivi ricevuti da alcuni aeroporti italiani è molto chiaro: sono sempre a fronte di investimenti di Ryanair e di creazione di posti di lavoro.

Altro nodo sempre più spinoso e che sta facendo disaffezionare non poco i viaggiatori è poi quello del bagaglio a mano. La policy di Ryanair a riguardo è diventata molto stringente e non stanno mancando le veementi proteste di sempre più viaggiatori ormai ostaggio dei “capricci” di hostess di terra fin troppo zelanti.

Su questo punto O’Leary annuncia che il personale di terra sarà in futuro meno rigido e smetterà di litigare coi passeggeri, perché è cosciente che episodi incresciosi fanno cattiva pubblicità alla sua compagnia. Primo step, alle signore sarà consentito di potarsi dietro le loro borsette senza essere obbligate a incastrarle in bagagli più grandi prima di imbarcarsi.