Da un anno all’Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi nessuno fa più un check in perchè non c’è nemmeno un volo di linea in partenza.

L’unica compagnia aerea che effettuava voli di collegamento tra lo scalo campano e quello di Milano Malpensa, la Skybridge AirOps, ha terminato la sua operatività il 5 Ottobre 2012, cancellando di fatto tutti i voli in programma. Il motivo è che la compagnia aerea aveva preteso dalla società di gestione dello scalo il pagamanto in anticipo del servizio voli per un anno (fino a Ottobre 2013).

“Fortunatamente” lo stop all’operatività dei voli non ha creato alcun disagio ai passeggeri, semplicemente perchè di passeggeri non ce n’è mai stati.

Tutt’intorno all’aeroporto un fiorente paesaggio rurale attraversato dalla strada provinciale Aversana. Niente fa pensare che ci si possa imbattere in uno scalo aeroportuale in quella zona.

Nel parcheggio del terminal sostano al massimo una quindicina di autovetture. In pista solo pochi jet privati. All’interno la sala è deserta: le sedie dei banchi check in sono ancora incelofanate, si incontra solo un addetto alla sicurezza. Al bar una ragazza, inoperosa come l’addetto alla sicurezza, non fa più di venti caffè al giorno. Le porta della biglietteria e quella di ufficio di autonoleggio sono addirittura chiuse.

Per costruire quest’aeroporto sono stati spesi sinora 35 milioni di soldi pubblici: il buco di bilancio nel 2012 era di 2,8 milioni di euro, e per garantire l’operatività dello scalo è necessario prevedere un allungamento della pista.

Le uniche speranze di rinascita dello scalo risiedono ora negli argentini di Corporacion America. La società, che in Sud America gestisce già circa cinquanta aeroporti, ha messo sul piatto un’offerta economica per rilevare le quote di maggioranza dello scalo, investendo circa 90 milioni di euro per il suo rilancio.

L’obiettivo è rilanciare lo scalo salernitano puntando a una sua specializzazione nei voli low cost, charter turistici e i cargo.