Tendenza “no kids”

Nel 2013 non è più un tabù confessare di non sopportare i bambini se anche le strutture alberghiere si stanno attrezzando con gli hotel vietati ai bambini.

In Germania sono ancora più avanti: addirittura gli annunci immobiliari sono personalizzati per chi non sopporta avere bambini pestiferi come vicini di casa. E questa tendenza, già ribattezzata “no kids”, si è già estesa a ristoranti, alberghi e caffè dedicati a chi ama la pace e il silenzio e non vuole essere disturbato da bambini troppo agitati spesso colpevolmente mal curati dai genitori.

E quindi ecco numerose catene alberghiere, per niente spaventate di non apparire politically correct, adattarsi a questo nuovo tipo di clienti vietando di fatto l’ingresso a ospiti al di sotto di una certa età. In alcune catene il limite imposto è 14 anni, in altre addirittura 18 e sembrano essere sempre piuttosto piene.

Anche la compagnia inglese Thomas Cook Airlines si è attrezzata in questa direzione e due volte alla settimana effettua voli solo per adulti con destinazione Creta e Gran Canaria.

Il tutto in nome della tranquillità. Perché secondo alcuni albergatori esiste una fetta consistente di viaggiatori che quando sono in vacanza vogliono essere certi di non venire disturbati da niente e soprattutto da nessuno.

Ma Confindustria Alberghi rassicura le coppie con figli che per legge non è assolutamente possibile vietare l’ingresso ai bambini. Gli unici clienti che si possano respingere sono quelli senza documenti d’identità, per tutti gli altri deve essere garantita l’accoglienza e pari trattamento.