Due hostess cinesi pregano davanti alla scritta “parti in orario”

Gli aeroporti cinesi sono risultati in cima alla lista delle partenze e degli arrivi in ritardo secondo la statistica internazionale di FlightStats, il sito americano che fornisce dati sul traffico aereo mondiale (qui si possono trovare tutte tabelle).

Le hostess e tutto il personale di bordo delle compagnie aeree cinesi allora si sono attrezzati conpreghiere e riti propiziatori direttamente in cabina. La foto di due hostess cinesi, della compagnia Xiamen Airlines (controllata dalla China Southern), inginocchiate di fronte al carrello per le bibite agghindato come un altarino con la scritta “parti in orario”, intente a pregare affinché il loro volo decolli in orario è diventata virale in tutto il web cinese.

L’episodio rappresenta quanto il disagio per i continui ritardi sia diffuso non solo tra i passeggeri, ma anche tra il personale di volo stesso.

A supporto della classifica stilata ci sono i fatti. A giugno solo il 18% dei 22 mila voli decollati da Pechino sono risultati in orario. I voli con oltre 45 minuti di ritardo sono stati addirittura il 42%. E non se la passa meglio lo scalo di Shanghai, secondo in questa triste classifica. Il primo posto come scalo con i voli più puntuali spetta a quello di Tokyo, con il 95% dei voli puntuali.

La prima giustificazione del posizionamento degli scali cinesi in questa classifica sembra essere quella del controllo militare dello spazio aereo. L’80% dello spazio aereo è riservato ai voli militari; una percentuale enorme, considerato che negli USA è solo del 20. Altro problema sembra essere la predilezione delle autorità locali preposte a gestire i traffico aereo nei propri scali verso la quantità dei voli, piuttosto che la qualità: e quindi ogni scalo ha tantissimi slot a scapito della loro gestione efficiente.

In risposta alle critiche sulla puntualità le autorità governative di Pechino hanno promesso interventi: il primo consiste nell’applicare multe salate alle compagnie per ogni ritardo superiore ai 15 minuti.

Come se i ritardi fossero sempre e solo responsabilità delle compagnie aeree.