La preparazione dell’Assenzio

Tutti pronti a scendere in piazze per firmare la più giusta delle petizioni: giù le mani dall’Assenzio.

Oscar Wilde, Charles Baudelaire, Pablo Picasso, Edgar Degas e tutti gli altri poeti maledetti sarebbero di certo tra i primi sottoscrittori. Ispirati dall’intenso distillato verde, compagno di tante intuizioni e genialità, si sentirebbero offesi da una tale proposta: l’Unione Europea, infatti, vuole sottoporre a parziale revisione la normativa che toglieva il divieto generale di commercializzazione e consumo dell’assenzio in tutta l’area e lasciava ai singoli stati la regolamentazione.

Quello che viene criticato infatti dai burocrati di Bruxelles, non inclini alla fantasia ma più prossimi al rigore bianco grigio, è il tujone, la sostanza presente nell’assenzio che sembra avere effetti simili al TCH presente nella cannabis. Per essere un vero nettare dei poeti maledetti l’assenzio deve infatti contenere tra i 5 e i 35 mg di tujone, ma la Germania spinge perché vengano catalogate come assenzio anche bevande prive del tutto di questa sostanza (il tantum verde per esempio?).

Per fortuna non tutti amano i conti e la vita catalogata. Monsieurs francesi, i nostri cugini d’oltralpe, forse orgogliosi delle origini maledette che la bevanda richiama, sembrano porsi di traverso e non gradire questa proposta. Amour, Absinthe, Révolution quindi, per chi continua a preferire l’azione al solo profumo e quei canti assassini di coloro che non sono uomini d’oggi, sono nati in un tempo sbagliato ma sono nati per davvero.

Assenzio Libero quindi, così come Pilar.