Un miliardo di persone in viaggio. Questo l’enorme numero di persone, circa un quinto della popolazione mondiale, che entro la fine del 2012 si saranno messe in viaggio nell’anno.

Di queste, secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (OMT) solo il 15% si sarà spostato per lavoro, tutti gli altri principalmente per turismo, ma anche per motivi religiosi o di salute.

Questi numeri confermano ancora una volta come il turismo sia sempre più uno tra i settori economici in più rapida espansione di sempre, anche in periodi di crisi come questo: tra gennaio e agosto del 2012 si è infatti assistito a una crescita globale del settore del 5% rispetto allo stesso periodo nel 2011. Un altro dato confortante è che tra chi viaggia cresce sempre più il numero di cittadini provenienti da paesi emergenti, soprattutto sud e sudest asiatico, mentre rimangono ancora piuttosto “sedentari” quelli mediorientali.

Tra le mete più gettonate, regna l’Europa con oltre la metà degli arrivi di tutti i turisti mondiali. L’Italia cresce invece del 6%, conquistando lo scettro di quinta meta preferita dai viaggiatori di tutto il mondo davanti a Francia, Stati Uniti, Cina e Spagna.

Oltre all’incremento del numero di viaggiatori, contribuisce alla crescita del settore anche il budget che ogni singolo viaggiatore dedica al suo viaggio. In particolare il budget dei nuovi viaggiatori di Paesi emergenti quali Cina, Polonia, Malesia, Argentina, Russia e India sembra essere schizzato in alto di percentuali anche a due cifre.

In totale, i soldi incassati grazie al turismo internazionale nel mondo sono stati 1,3 trilioni di dollari, equivalente a circa il 6% delle esportazioni mondiali.

Con un miliardo di persone in viaggio ogni anno c’è anche chi auspica, oltre a un economia fiorente, anche un interessante scambio culturale tra paesi. L’OMT, infatti, è convinta che un numero così alto di persone che si spostano e vivono la cultura di paesi lontani e diversi da quello di origine possa portare un forte beneficio generalizzato derivante proprio dagli scambi culturali che inevitabilmente si vengono a creare.

Insomma, il concetto è che se scopro che girare in città in bicicletta come si fa tranquillamente e in modo del tutto naturale ad Amsterdam è facile, divertente, economico e soprattutto salutare, forse inizierò a usare la bici anche per gli spostamenti nella mia città… speriamo…