Un’indagine di Altroconsumo svela le compagnie aeree che in barba ai diritti dei consumatori violano costantemente le normative comunitarie in tema di contrattualista.

A partire dal prezzo del biglietto, passando dal rimborso delle tasse e arrivando fino allo smarrimento del bagaglio, Altroconsumo identifica almeno dieci “clausole vessatorie” (ovvero comportamenti non corretti messi in atto a scapito del cliente finale), inserite a caratteri microscopici nei contratti di acquisto dei biglietti, che le compagnie aeree utilizzerebbero per evitare rimborsi, penali o assunzioni di responsabilità nel caso di avvenimenti inaspettati che si potrebbero verificare in un volo aereo, dalla prenotazione del biglietto fino al ritiro del bagaglio all’aeroporto di destinazione.

L’indagine indica nome e cognome di queste compagnie indicando esattamente quali diritti vengono violati e in quali parti nel contratto.

La raccolta dei diritti dei consumatori la si può trovare nel Codice del Consumo, che rappresenta la raccolta italiana di tutte le norme relative alla tutela dei consumatori. In caso di un torto subito, il consumatore può farvi riferimento per capire quali diritti gli siano stati negati e quale azione è suo diritto intraprendere contro la compagnia aerea.

La casistica di questi diritti negati è veramente notevole, tutta nascosta tra i caratteri minuscoli con cui i contratti di trasporto vengono stipulati all’atto dell’acquisto del biglietto aereo tra viaggiatore e vettore. Tuttavia tutti questi diritti si possono raggruppare come minimo in 10 macroaree, identificando anche quali compagnie non rispetterebbero il codice.

Costo del biglietto – Non è così scontato riuscire a conoscere il prezzo intero del biglietto al momento della prenotazione. Così Air France, British Airways e Alitalia in un articolo delle condizioni di trasporto, riportano che le tasse aeroportuali potrebbero subire variazioni indipendenti dal vettore anche dopo l’emissione del biglietto.

Orari del volo – Gli orari del volo dovrebbero essere vincolanti per il vettore e costituire una parte fondamentale del contratto di acquisto del biglietto… Ma manco per sogno! Airone e Lufthansa, invece, li considerano puramente indicativi e non vincolanti per il vettore stesso.

Rimborsi – Il consumatore ha diritto al rimborso delle tasse aeroportuali nel caso di mancato utilizzo del biglietto. Non per Lufthansa, che considera i biglietti emessi a tariffe scontate come non rimborsabili. Ryanair, poi, fa addirittura pagare delle spese amministrative in caso di richiesta di rimborso delle tasse… ma dovrebbe essere gratuito!

Mancata partenza – In caso di cancellazione del volo per cause non imputabili al viaggiatore, il biglietto dovrebbe essere rimborsato. Klm però avverte che non si ha diritto al rimborso nel caso di generiche cause di forza maggiore… senza specificare quali. Easyjet, invece, si auto riserva il diritto di decidere come rimborsare il cliente: se con un accredito, con un rimborso vero e proprio o semplicemente modificando la prenotazione.

Cancellazione di prenotazioni – Non è possibile cancellare prenotazioni di voli di ritorno se non si è usufruito della prima parte del volo, ma sembra che in questo caso Meridiana e AirItaly non rispettino la normativa.

Foro competente – Il consumatore poi dovrebbe poter scegliere il foro della sua residenza per discutere le controversie, mentre Ryanair impone solo quello irlandese.

Assistenza – Contro la normativa, Airone rivendica il diritto di poter modificare a suo piacimento, e senza preavviso, le procedure di trasporto di soggetti a mobilità ridotta o affetti da handicap.

Bagagli – Il vettore è poi responsabile di ogni danno subito dai nostri bagagli… ma non Easyjet che rifiuta a priori ogni responsabilità derivante da danni, furti o smarrimenti.