Un gruppo di donne saudite in burqa

Nuovo passo verso l’emancipazione femminile in Arabia Saudita, uno dei paesi al mondo dove le donne godono ancora di pochissimi diritti, compreso quello di poter guidare un auto, sposarsi liberamente, aprire un conto in banca o viaggiare all’estero da sole.

Il re saudita Abdullah

Sembra che il governo del regno di re Abdullah abbia dato il consenso all’apertura dei primi club sportivi femminili. Piccole palestre esistono già, a dir il vero, ma non sono mai state considerate come dei veri luoghi in cui praticare sport. Le attività sportive al femminile, infatti, sono da sempre state osteggiate dalle frange religiose saudite ultraortodosse, guidate da un senso del pudore estremo. Le palestre sono state viste sinora solo come centri “per la salute”, tanto da venire regolamentate dal Ministero della Sanità.

Lo sport in Arabia Saudita ha sempre avuto uno e un solo sesso: quello maschile. Anche a scuola, ovviamente, le ragazze non praticano alcuno sport.

Il motivo? Lo sport nelle ragazze potrebbe causare l’involontaria perdita della verginità! Mah..

L’annuncio ha comunque creato un certo scalpore e interesse a livello internazionale. La decisione arriva come un nuovo passo verso l’uguaglianza (ancora molto lontana) tra uomini e donne saudite.

I precedenti erano stati l’invio di due atlete saudite, seppur si fossero allenate sempre all’estero, ai giochi olimpici di Londra e l’ammissione di 30 donne nel Consiglio Consultivo della Shura (una sorta di parlamento saudita).